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Partita Di Matteo-Giachè nella 3° tappa GP ASA 2015/16: verità e falsità su FB

La presente esposizione non ha alcun intento polemico e/o diffamatorio ma vuole essere esclusivamente uno strumento per descrivere  come si sono realmente svolti i fatti da cui, per volontà indipendente dall’operato del sottoscritto o dell’A.S.A. (Accademia Scacchistica Ancona),  è scaturita un’accesa “discussione” sul social network “Facebook” (FB) in merito  all’applicazione del regolamento del gioco degli Scacchi e della sua corretta interpretazione:  sono altresì espresse in questo contesto alcune riflessioni sui toni che quasi universalmente hanno distinto l’intervento di alcuni “scacchisti” nel “processo virtuale” di biscardiana memoria che si è originato.

Il giorno 23/01/2016 si svolgeva presso l’Hotel City di Ancona il torneo semilampo di Scacchi , con cadenza di tempo 15 minuti a giocatore per l’intera partita, non omologato F.S.I. e quindi non valido per variazioni Elo Rapid, acquisizione di “categorie”, titoli e quant’altro.

Vi prendevano parte un numero totale di 24 giocatori, fatta eccezione per il sottoscritto che si assumeva l’onere della direzione tecnica del torneo.

Come consuetudine, prima dell’inizio della gara, ricordavo ai giocatori (tutti presenti in sala da gioco in quel momento) alcuni  aspetti  regolamentari di particolare importanza, tra cui:

– la possibilità di tenere acceso il telefonino purché in modalità silenziosa;

–  l’assegnazione della sconfitta in caso di esecuzione di due mosse irregolari.

– la possibilità per il giocatore di avanzare richiesta di patta all’arbitro qualora, rimasto con meno di  due minuti di tempo sull’orologio, la posizione sulla scacchiera non offrisse all’avversario (pur in vantaggio di tempo)  alcuna possibilità di vincere la partita a gioco corretto, ovvero per mezzo di “mosse normali” come statuito espressamente ed inequivocabilmente dal regolamento F.I.D.E. “appendice G.5”;

Nessuno obbiettava all’applicazione di tali norme, né tanto meno chiedeva delucidazioni in merito.

Il torneo prendeva quindi il via e le partite venivano disputate in un clima di assoluta cordialità ed amicizia, clima che caratterizza da sempre i tornei organizzati dall’A.S.A. (Accademia Scacchistica Ancona).

Questo fino al 4° turno di gioco, che vedeva incontri particolarmente combattuti sulla seconda scacchiera (CM Giacometti Carlo – M Foglia Maurizio) e terza scacchiera (CM Di Matteo Giovanni – 1N Giachè Gianluca): le partite citate rimanevano ultime da concludere insieme ad un’altra disputata su una scacchiera delle “retrovie”.

Focalizzavo quindi la mia attenzione particolarmente sulle prime due, consideratane l’importanza e la facilità di poterle seguire contemporaneamente (poiché, ovviamente, la 2° e 3° scacchiera sono attigue): mi rendevo così conto che Di Matteo, in vantaggio di una qualità e di tempo, malgrado qualche difficoltà tecnica consistente nel dover risolvere la problematica di “tirare fuori un cavallo dominato dall’angolo”, avrebbe presto avuto la meglio su Giachè, mentre Foglia e Giacometti  si confrontavano in un finale di Donna contro le due torri difficile per il nero.

All’improvviso Di Matteo, accelerando la velocità del gioco, si produceva in una “combinazione” (a mio modo di vedere tanto inutile quanto scacchisticamente immotivata) al termine della quale restituiva la qualità di vantaggio e rimaneva con un pedone in meno sulla scacchiera in un finale di alfiere (Giachè) contro cavallo (Di Matteo).

I due continuavano per un altro paio di mosse circa muovendo “lampo” fin quando Giachè stoppava l’orologio e girandosi verso di me (che, come detto, osservavo già da un pò), si appellava alla regola ricordata prima dell’inizio del torneo, avanzando richiesta di patta.

Conseguentemente, osservavo meglio la posizione ed il tempo rimasto sull’orologio per verificare la regolarità e l’ammissibilità della richiesta di Giachè.

Dalla mia modesta esperienza di Maestro (e di oltre 20 anni di gioco agonistico) valutavo il Nero in vantaggio chiarissimo già da una prima occhiata ma decidevo comunque di dedicare almeno una trentina di secondi all’analisi concreta per fugare ogni dubbio.

Conclusa la mia analisi realizzavo che non solo il Nero era in grande vantaggio ma aveva una posizione completamente e facilmente vinta. Sentiti anche i giocatori (il loro “piano di gioco” / intenzioni):

  • Di Matteo (cito testualmente): “non ci provare se no vedi, sono CM, faccio il giocatore e l’organizzatore da 25 anni, il Re controlla la casa di promozione del pedone che non va da nessuna parte”;
  • Giachè: “non è in grado di farsi un pedone passato, ha una impedonatura, volendo posso bloccare le sue spinte di pedone con il mio alfiere sulle case chiare, e sto andando a mangiare tutti i suoi pedoni con il Re”

affermavo: “Qui l’unico che può vincere è il Nero, mi dispiace Giovanni, dichiaro questa partita patta”.

Di Matteo, evidentemente sentendosi vittima di un’ingiustizia, andava su tutte le furie reagendo in maniera scomposta e palesemente non in sintonia con il clima (e le finalità) del torneo né col comportamento tenuto da tutti gli altri giocatori in sala.

Dopo un pò interveniva un altro giocatore, il Maestro F.I.D.E. Bontempi Piero, che riusciva a sedare l’animo del Di Matteo senza però riuscire altresì a farlo recedere dal proposito di abbandonare il torneo, proposito  perfezionato ed accompagnato a piena voce da Di Matteo con l’esclamazione: “non metterò mai più piede nei vostri tornei!”.

Mi permetto di aggiungere un breve commento personale sulla vicenda: non sono un arbitro ma sono un Maestro F.S.I. che ha visto e giocato parecchi tornei, anche in giro per il mondo: ritengo di possedere l’esperienza e la competenza necessaria per un “facente funzione” almeno nel contesto del torneo A.S.A. che è stato teatro dei fatti.

Conosco la regola oggetto della controversia avendo letto diverse volte il regolamento e le sue variazioni, ragionandoci sopra e discutendo le norme anche con arbitri ufficiali nazionali ed internazionali.

Sono convinto di aver preso la giusta decisione sancendo la patta, non solo perché ho rispettato il regolamento o perché ho assistito in prima persona a precedenti arbitrali sulla stessa falsariga, quanto anche per una questione di rispetto per me stesso e per i giocatori presenti al torneo a cui ho espresso garanzia di tutela contro un gioco tendente alla pura speculazione sul tempo.

Credo che quanto seguito su FB sia stato veramente utile a tutti i veri scacchisti, e che l’A.S.A. (Accademia Scacchistica Ancona) in questa occasione sia stata fulcro di divulgazione di un “tema” che è diventato di interesse nazionale ed abbia fatto prevalere il “nobil giuoco”, aspetto questo che purtroppo – a mio avviso – sta viepiù scomparendo dagli Scacchi contemporanei e dalla mentalità di chi li pratica.

Ringrazio tutti gli arbitri ed i giocatori intervenuti nella “discussione” su FB che hanno sostenuto con forza il principio che salvaguarda il gioco degli Scacchi dalla speculazione.

Concordo inoltre con l’A.I. Silveri Paolo che solleva (in un suo intervento su FB ) una questione di correttezza sulla critica all’operato di un arbitro in merito alle decisioni da lui adottate in un torneo, soprattutto se a cadenza rapida: comunque vada un arbitro deve prendere una decisione e giusta o sbagliata che sia andrà sempre “a danno” di qualcuno, ma non sarà mai, per quel che mi riguarda, in mala fede … soddisfo qui  la “curiosità” di alcune persone, comprese alcuni scacchisti marchigiani, che ipotizzavano che il giocatore “favorito” appartenesse allo stesso circolo dell’arbitro: il giocatore Giachè non appartiene al mio stesso circolo.

Conoscendo Giovanni Di Matteo da molti anni e non essendoci mai stati screzi scacchistici e tanto meno extra-scacchistici tra noi, consentitemi infine di esprimere la mia delusione per il suo modus operandi. Non tanto per la reazione che, a caldo – e soprattutto credendo di essere vittima di un’ingiustizia – può essere in una qualche misura giustificabile, quanto per il comportamento tenuto a mente fredda: aver tentato di mettere alla berlina il sottoscritto per un presunto torto arbitrale senza  nemmeno prima  informarsi  presso qualche autorità competente sulla norma del regolamento che si suppone sia stata violata.

Maestro F.S.I., Matteo Rotoni

Discussione

2 Responses to “Partita Di Matteo-Giachè nella 3° tappa GP ASA 2015/16: verità e falsità su FB”

  1. Credo che sia da puntualizzare alcune cosette:
    1. su fb ho chiesto semplicemente una opinione;
    2. Le discussioni sono state notevoli con versioni contrastanti (arbitri UFFICIALI che hanno dato la loro opinione e purtroppo non tutti avente la stessa opinione, ho mess privati contrastanti a riguardo;
    3. Io non ho offeso nessuno, Matteo che scrive “rimanere delusi dal mio comportanento” … Mah sinceramente ognuno è libero di interpretare, però detto da lui mi viene da sorridere. Conoscendolo abbastanza a posizione invertita non so quale sarebbe stata la sua reazione;
    4. La mia reazione “a caldo” è stata eccessiva, però sinceramente ritirarsi dai tornei è permesso;
    5. Ho esposto semplicemente l’accaduto, cosa normale, le discussioni servono per migliorarsi e comportarsi di conseguenza, ne terrò tesoro di questa esperienza;
    6. Accetto critiche da Primo che rispetto in primis come persona e come giocatore, però la puntualizzazione di Matteo sul mio scatto non la comprendo visto che Lui dovrebbe sapere come ci si sente in determinate situazioni; tutti i giocatori marchigiani, abruzzesi hanno assistito, certe volte, a scatti non propriamente eleganti suoi quando ha pattato o perso una singola partita nei tornei di ogni tipo contro avversari che riteneva inferiori a lui.
    7. Piero Bontempi durante la discussione mi ha provato a spiegare il perché della decisione di patta, ma facendo riferimento ad un suo incontro del 1997 ritenendo di aver subito un torto, quindi lascio a voi l’idea.
    Per concludere accetto tutte le critiche, chiedo scusa a Primo ed all’organizzazione, ogni critica è tesoro di insegnamento però ricordo che prima di criticare il mio comportamento,
    Ripensate al vostro passato, alle vostre reazioni che in alcuni casi sono state da censura.
    Buona giornata.

    Posted by Giovanni Di Matteo | 29 gennaio 2016, 14:00
  2. ottima esposizione dei fatti. Come giocatori del nobil giuoco, dovremmo dare l’esempio nel risolvere le questioni in maniera pacifica e OBIETTIVA.

    C’è un regolamento chiaro che va rispettato. E il tuo operato è stato obiettivo ed equilibrato.

    Posted by ryuujin | 29 gennaio 2016, 16:44

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